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Biblioteca
UN PO' DI STORIA
FRA LANDOLFO CARACCIOLO
ORARI
REGOLAMENTO
OPAC
Fondo Antico
Quadreria
Stemmi e Lapidi
Palatucci e Brancaccio
La Biblioteca FRA LANDOLFO CARACCIOLO è stata istituita dai Frati Minori Conventuali al momento del loro ritorno nel convento nel 1937; in verità, le soppressioni degli enti monastici avvenute nei secoli XVIII e XIX avevano portato ad una dispersione del patrimonio librario ed archivistico conservato fino ad allora nel Complesso, recuperato solo in parte con il ritorno dei frati nel convento nel 1937. Infatti, per secoli il COMPLESSO DI SAN LORENZO MAGGIORE è stato uno dei centri più vitali della vita culturale della città di Napoli, basti pensare che il Convento, annesso alla chiesa, fu sede, fin dalla metà del XIII sec., di uno Studio Teologico sussidiato fin dal 1302 da Carlo II lo Zoppo e poi dai successivi re della dinastia angioina ed aragonese.

Il XVII secolo segna il massimo splendore culturale del convento: Urbano VIII nel 1626 equiparava lo Studio napoletano di San Lorenzo al collegio sistino di S. Bonaventura a Roma, eretto da Sisto V nel 1587. Nel 1628, inoltre, lo Studio napoletano veniva elevato a Facoltà Teologica. Pochi anni dopo vennero fondate da nobili e da eruditi, il Collegio della Concezione e l'Accademia degli Infuriati a cui partecipavano letterati, giuristi famosi, senatori e nobili della città, tra cui il filosofo napoletano Giambattista Vico.

I padri conventuali, consapevoli di questa eredità culturale, per salvaguardare il residuo patrimonio bibliografico istituirono la biblioteca ricca di materiale librario di pregio e acquisendo, in prosieguo di tempo, numerose pubblicazioni di diverse natura, fino a formare una collezione che attualmente conta circa 30.000 volumi.
Negli anni '90 è stato acquisito dai frati minori conventuali anche l'Archivio Storico "Brancaccio" prima custodito in Sant'Angelo al Nilo. La biblioteca conserva, inoltre, l’Archivio della Reale arciconfraternita di S. Antonio di Padova e i fondi Recupido e Palatucci.

La biblioteca, restaurata in occasione del Giubileo del 2000, è rimasta però chiusa fino al 2004, quando è stata riaperta al pubblico in seguito all’affidamento in gestione al Centro Studi e Ricerche Politeia e all’Associazione Istituto Politeia in base a protocollo d’intesa con la Provincia di Napoli dei Frati Minori Conventuali stipulato nel novembre 2003.
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