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UN PO' DI STORIA
FRA LANDOLFO CARACCIOLO
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C.R.E.S.O.
Non si conosce con esattezza l’anno di nascita di Landolfo Caracciolo, né è possibile reperire notizie precise sulla sua infanzia e sulla sua formazione giovanile.
Indossato l’abito francescano, tra il 1305 e il 1307, su sollecitazione dell’Ordine, il frate napoletano fu a Parigi in veste di uditore di Giovanni Duns Scoto, in quegli anni professore presso l’Università.


Frà Landolfo fu riconosciuto come uno dei migliori allievi del Dottor Sottile, emergendo a tal punto per acume e vivacità intellettuale nelle quaestiones disputatae e nelle esercitazioni culturali sabbatine da meritarsi il titolo di Doctor Collectivus.
Nel 1314, in qualità di nunzio speciale e protonotaro, ebbe l’incarico di compiere gli atti per la celebrazione del matrimonio di Beatrice, primogenita del re di Napoli Carlo II lo Zoppo.

Tra il 1310 e il 1316 fu professore della Studio Teologico di San Lorenzo Maggiore, istituendovi la prima Cattedra Scotista del Mezzogiorno d’Italia ed illustrando la dottrina del maestro Giovanni Duns Scoto: “Scripsit multum vestigia sequendo Scoti, ipsum in omnibus declamando”.

La fama di Landolfo Caracciolo varcò ben presto i confini del Regno di Napoli attirando anche l’attenzione del Papa Giovanni XXII, eletto ad Avignone il 7 agosto 1316. Su sollecitazione della Corte Pontificia, il Padre Maestro napoletano fu inviato a Parigi con il difficile compito dell’esame di censura delle proposizioni teologiche; contestualmente (1317-1320) Landolfo occupò la cattedra universitaria magno omnium plauso, imponendo con gli scritti e con l’insegnamento la dottrina scotista e dedicandosi al monumentale commento ai quattro libri delle Sentenze di Pietro Lombardo.

In virtù del successo dell’insegnamento parigino e dell’unanime stima di cui godeva, nel 1324, Fra Landolfo fu nominato Ministro Provinciale della Provincia Religiosa Terrae Laboris, trovandosi così ad affrontare, risolvendoli con successo, i problemi scaturiti dalle lotte tra Papato e Impero e dall’interpretazione della regola di San Francesco d’Assisi da parte degli Spirituali e dei Fraticelli.
A distanza di due anni fu eletto vescovo di Castellamare di Stabia da Papa Giovanni XXII e poi, ormai in fame di santità, nel 1331 arcivescovo di Amalfi.
Nel 1340, in Napoli, consacrò il Monastero e la Chiesa di Santa Chiara .
Infine, investito dei poteri di logoteta e protonotaro pacificò le fazioni siciliane in lotta, riuscendo a concludere il contratto di pace tra l’Ungaro e la regina Giovanna.
Morì ad Amalfi il 1351 ed ivi fu sepolto.
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